Negli anni, oltre a dipingere, ha lavorato insieme al marito architetto alla progettazione di edifici e al loro inserimento nello spazio urbano e paesaggistico e nell’arredamento d’interni. Ha insegnato Disegno e Storia dell’Arte nei licei di Venezia.
RIPOSO
Estremamente vivo, sognante e delicato nonché intimamente coinvolgente il volto acquarellato.
Irno Scarani
PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA PERSONALE DI MARIAROSA MORABITO “PROFILI DI ROCCE E BOSCHI” PRESSO LA GALARIA BERA ALBINO A SELVA GARDENA (BZ) - 2007
Semplicità è sinonimo di immensità: natura docet. Un taglio di luce tra i rami di un albero, un profilo di montagna, un prato: nulla di eccezionale, si direbbe. Eppure, chi ama e frequenta i paesaggi alpini, percepisce anche l' angolo più anonimo di un bosco come una straordinaria occasione: un momento in più, vissuto in armonia con la natura. Momento inestimabile, semplice e immenso. E delicatissimo: guai a forzare i limiti della semplicità. Si finisce col rovinare tutto. Detto questo, compiamo un balzo ideale dai boschi in pianura e spostiamoci in riva al mare, dove si affacciano luoghi completamente diversi. Diversi nella forma, ma complementari nella sostanza: ancor più se quel luogo si chiama Venezia, museo e teatro vivente di unicità assoluta. Venezia antica e contemporanea, dove l' immaginazione si fonde con la realtà, dove il tremolìo ondulato dei riflessi dei ponti nei canali, i tagli di luce che attraversano i campi, lo scandire dei passi nelle calli, creano una sospensione spazio temporale che ha incantato poeti, pittori e musicisti di tutto il mondo e di tutti i tempi. Qui incontriamo la quotidianità della pittrice Mariarosa Morabito e scopriamo che, pur vivendo in una città come questa, trova stupore, gioia e nuova energia nel momento in cui affronta un sentiero in salita, un paesaggio contornato da un orizzonte frastagliato, un ambiente dove l' aria, a volte pungente, ben si distingue dalla lievità della brezza marina. E questo paesaggio inusuale, generoso di prospettive, ricco di odori e aromi così diversi, di sensazioni forti, a lei dispensa momenti di semplice immensità. Momenti che non si possono fermare. Come catturarli, se non ritraendoli, fissando natura ed emozioni attraverso il colore? Mariarosa appartiene a quella schiera, sempre più sottile, di artisti che lavorano en plein air, sotto il cielo, sfidando il bello e il cattivo tempo. Frequenta da anni le valli dell' Alto Adige; le conosce forse meglio di molti tra coloro che in questa provincia sono nati. Pittrice, se così si può dire, di lungo corso, nel cui tratto si può leggere la costanza e l' esperienza di chi ha ben imparato ad usare la tavolozza anche all' aperto, di chi sa scegliere l' inquadratura e riesce ad intuire come realizzerà sul quadro "quello" spazio; senza cedere troppo al dettaglio realistico, senza lasciarsi tentare dall' astrazione.
Pittura sincera, diretta e di sentimento: le pennellate sono convinte, le modulazioni chiaroscurali rispondono in modo equilibrato alla luminosità ed al calore dell' ambiente. La genuinità è anche immediatezza: l' impatto figurativo del dipinto conserva e trasmette con forza l' immagine del tempo e del luogo in cui è stato realizzato. Non c' è inquietudine, se non quella, forse, di inseguire la luce del giorno in quel breve tratto di tempo e di spazio. E' la serenità, che traspare in tutte le opere della pittrice veneziana, sia quando ritrae piccole e intime radure nel bosco che nell' ariosa ampiezza delle vedute panoramiche.
Di tanto in tanto, Mariarosa si concede un soggiorno nelle Dolomiti, torna a immergersi in questa natura dolce e aspra, poetica e rude, quasi in competizione con le raffinatezze di certe forme della Serenissima. Rocce, boschi, prati, malghe modellano l' ambiente, e qui le saghe di re Laurino non hanno nulla di barocco e di bizantino. Qui, la pietra, lì il mosaico: eppure, quanta ricchezza in questi contrasti. Il tempo in cui viviamo ha fretta, non concede molte pause; le bellezze dell' ambiente sono spesso più oggetto di consumo che di riflessione. Il concetto di natura passa sovente come retorico. Siamo tanto impegnati quanto superficiali che forse non sappiamo più cogliere, in dipinti come quelli di Mariarosa Morabito, l' importanza che trasmettono sotto forma di testimonianze visive in cui possiamo leggere ed apprezzare, attraverso l' arte, l' essenza insostituibile della libertà, immancabile in uno spazio verde. Potranno essere macchie astratte, potranno essere versioni surreali, potranno essere solo concetti: diversa è la sensibilità di ogni singolo artista. Il linguaggio di Mariarosa non è complicato, dicevamo, è semplice e sincero e sono queste le caratteristiche che lo rendono prezioso. Non nasce per caso, ha radici ben solide che affondano in una cultura figurativa cui non va sottovalutato il merito di essere leggibile, comprensibile: una pittura matura, senza infingimenti che si espone alla critica senza ammettere compromessi. Alla semplicità, Mariarosa Morabito risponde con la semplicità. Le tante visioni di paesaggi alpini si trasformano in altrettanti quadri a olio e nuovi quadri si aggiungono ad ogni sua sortita in Alto Adige. E vanno ad aggiungersi, quasi forestieri, tra i ritratti, i nudi, le immagini legate agli affetti, ai paesaggi lagunari, che questa artista realizza nella sua Venezia; vanno ad occupare e rappresentare la dimensione altra, non quella che incontriamo appena fuori dalla porta di casa, bensì quella che ciascuno di noi conserva come cara; quella dei momenti migliori.
Severino Perelda
Giornalista e Critico quotidiano “Alto Adige” Bolzano
Centralità della natura
Nei paesaggi di Mariarosa Morabito la figura umana è l'elemento che funge da punto di vista, ovvero dà la direzione dello sguardo, indica il percorso visivo, l'orizzonte, inteso come porzione di spazio su cui si rivolge lo sguardo dell'osservatore. Protagonista è quindi in assoluto il luogo, l'ambiente naturale, composto da reticoli di superfici luminose che rendono visibili boschi, prati, montagne, rocce e sentieri. Nei suoi dipinti la natura stessa, appare come fosse messa a fuoco da un obbiettivo fotografico, dove le immagini, persino nella particolarità degli scorci acquistano una ampia spaziante.
Paola Consorti Galleria Consorti - via Margutta Roma
PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA PERSONALE DI MARIAROSA MORABITO “LUCI E COLORE” PRESSO LA SALA COMUNALE G. GORETTI DI PIEVE DI CADORE (BL) Luglio 2008 L’hanno detto: un paesaggio è uno stato d’animo. E quando una mano d’artista gli dà le fattezze della realtà, ecco compiersi quella magia del dipingere, di cui parlava Picasso come della più alta mediazione tra il mondo e noi. D’altronde, cosa è mai l’arte se non “l’uomo aggiunto alla natura”? Di fronte alle opere di Mariarosa Morabito questa antica definizione trova tutta la sua verità in una tecnica di cui l’uso sapiente del colore è connotato forte e di immediata evidenza. Veneziana di grande scuola (basti solo ricordare il Saetti dell’Accademia), si è anche occupata di progettazione urbanistica e paesaggistica, una esperienza non senza conseguenze sullo stesso in-quadramento dei suoi soggetti. Anche per questo i suoi scorci dolomitici, nella precisione figurativa, hanno sempre vivo il senso, o meglio il sentore dell’ambiente, e fedelmente ci riferiscono - con la semplice immediatezza di chi guarda senza intralci intellettualistici - di quell’aria che circola felice sotto il cielo e tra i boschi e le cime del prodigio alpino. Accanto, le nature morte, i soggetti veneziani: oli pastosi, visioni di natura come sollecitate da suggerimenti espressionistici. Per questo suo ammirevole sguardo, Pieve di Cadore accoglie la mostra di Mariarosa Morabito come un tributo alla bellezza dei suoi monti e perciò come una bella occasione d’incontro con un’arte che è insieme una testimonianza d’amore. Il Sindaco L’Assessore alla Cultura Maria Antonia Ciotti Maria Giovanna Coletti TRATTA DALLA PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA PERSONALE DI MARIAROSA MORABITO “EMOZIONI E COLORE” PRESSO IL MUSEO NAZIONALE VILLA PISANI – STRA (VE) - giugno 2009 Vorrei esaminare alcune componenti della sua pittura, e in particolare le scelte di campo, la tecnica, il senso delle spazio, la sensibilità, la passione. TECNICA MR Morabito si esprime con varie tecniche: disegno, acquerello, pastello, ma è nel colore ad olio – come scrive lei stessa – che “trova la più completa esternazione e luminosità del colore”. E dunque la tecnica classica, con uso del pennello, con i colori, da mescolare seguendo una sapienza antica, tramandata dei grandi della pittura, sulla tela, posata sul cavalletto: tela di dimensioni medie, o anche piccole, per un colloquio assai intimo fra l’artista e lo spazio bianco nel quale vuole esprimere le sue emozioni. SENSO DELLO SPAZIO Attenzione allo spazio circostante. GRANDI SPAZI, soprattutto paesaggi naturali: montagne, pianure assolate, le acque della sua laguna: momenti di sospensione fra la luminosità perfetta del cielo limpido e una tempesta annunciata da nuvole scure, gravide di pioggia. Ma anche SPAZI PICCOLI, domestici. Mariarosa è orgogliosa di aver lavorato per molti anni col marito architetto, attenta sempre a “costruire” spazi di vita, a interpretare esigenze e desideri, a suggerire soluzioni capaci di semplificare e rendere più piacevole e ricca la dimensione quotidiana. Quell’esperienza di spazi domestici, familiari, individuali, è la sintassi che regola le vedute d’interni dei suoi dipinti: una stanza tagliata da un raggio di sole, che si posa su un tavolo, che attraversa un piano di cristallo, lambisce una per una le corolle dei fiori raccolti in un vaso. L’artista è golosa di sensazioni, visive e quasi tattili. Gode delle fragili corolle, colorate, gioiose, ma sospese nella perfezione di un attimo che prelude alla decadenza. Gode dei materiali (il legno nelle varie essenze, il cristallo trasparente, il muro opaco). Coglie le lame di luce in rapida migrazione, i passaggi sempre emozionanti dalla pienezza del sole all’oscurità della notte. La vita si esprime, nella sua ricchezza, in ogni cosa, ed è una gioia coglierne gli slanci. PASSIONE. Mariarosa è una donna di forte personalità, che elabora pensieri e convincimenti in assoluta autonomia. E’ persona capace di entusiasmi. Mai indifferente. Ama il dibattito, sostiene le proprie idee con decisione. Come si riflette, questo temperamento, sull’espressione artistica? Probabilmente proprio nel mantenersi fedele, da sempre, alla composizione di impianto “classico”, alle tecniche della pittura consolidate dalla tradizione. Senza tentennamenti, senza concessioni – nel corso dei decenni - alle varie fasi di transizione, alle esperienze, alle “mode” che hanno contrassegnato il corso delle arti nel Novecento. Si può condividere, oppure no, questa scelta, ma certamente è un segno di fermezza: vuol dire, per l’autrice, mantener fede all’insegnamento ricevuto, a un sistema di valori condiviso. E’ il suo modo di attraversare il mondo dell’arte, che esprime il suo modo di concepire la vita. I TEMI, IL SUO MONDO Ho già accennato ai soggetti dai quali MR trae ispirazione. Al primo posto, per frequenza nelle rappresentazioni pittoriche, possiamo collocare il PAESAGGIO MONTANO. Ambiente legato alla vita in famiglia (le vacanze), alla dimensione quotidiana nella quale può manifestarsi la straordinaria bellezza della realtà naturale, dove l’uomo non ha prodotto mutamenti. La roccia, gli scorci di luce (“Montagna illuminata), i boschi (“ Bosco di mirtilli”), luoghi sempre ben precisi e riconoscibili (Val Pusteria, Renon ecc). MR dipinge, preferibilmente, dal vero. Ha visto un luogo che le piace, vi colloca il suo cavalletto, posiziona la tela, si lascia andare alle emozioni. E queste fluiscono, mentre lei sembra dimenticare il trascorrere delle ore. Il tempo stesso sembra essersi fermato: il passato e il presente si fondono in questa gioia piena (del guardare, del dipingere, in una consapevolezza del proprio esserci, dei propri affetti), che ogni volta si rinnova. E non importa che quel luogo abbia assonanze con altri: quel bosco è “quel” bosco, con quei tronchi, con lo sfondo di quelle montagne, vicino a quella vecchia casa. Il richiamo al luogo si affermerà nel titolo stesso del quadro, titolo che ricorderà per sempre un momento preciso di vita vissuta. Sempre in tema di paesaggi, rilevante è l’ambiente VENEZIA. MR non ripropone le inquadrature standardizzate dai vedutisti, ma segue percorsi insoliti. Scruta la sua città dai tetti (una vigna, un vaso di ciclamini sullo sfondo di una cupola). Osserva l’anima “dannata” della laguna, Marghera, e ne trasforma il profilo di ciminiere in una veduta affascinante, nella luminosità rosea del tramonto. A MR va riconosciuto un merito: quello di coinvolgerci col suo entusiasmo, capace di scorgere ovunque la bellezza. Ho accennato alle VEDUTE D’INTERNI (nature morte, fiori, raggi di sole che traversano vetrate) Ma la dimensione domestica si fa anche inquadratura, appartenenza rassicurante, dalla quale la pittrice lancia il suo sguardo all’esterno. Ecco il campanile (un pastello, questa volta) disegnato con grande precisione nel rettangolo della propria finestra. Ecco “Acque al tramonto”: ancora una volta “quel” lago, “quelle” colline sullo sfondo, “quella” luce, colta in un’ora ben precisa, attraverso la trasparenza della tenda. La felicità, per MR, è dunque scostare la tenda, verso sera, e stare in contemplazione del giorno che finisce. La felicità piena è stato quel giorno in cui, accanto alla finestra, ha collocato il cavalletto. Dimenticando, per un poco, gli impegni della vita pratica. Laura Facchinelli Giornalista e Pittrice
A “Personali recenti:”
2009 Museo Nazionale Villa Pisani, Stra (Venezia)
Collettive recenti:
Ha inoltre partecipato a numerose collettive, fra le più recenti quelle presso la Scoletta di S. Zaccaria e la Galleria A+A a Venezia, la Galleria Lazzaro by Corsi di Milano, il Chiostro della Basilica SS.Apostoli a Roma e, nel 2010, la Galleria Sassetti-L'Isola d'Arte a Milano